Siete sicuri che state ottimizzando il personale tecnico aziendale?

Siete sicuri che state ottimizzando il personale tecnico aziendale?

Negli ultimi anni stiamo osservando nel settore della diagnostica biomedicale un incremento della complessità tecnologica della strumentazione che, da un lato agisce semplificando la parte idraulica o pneumatica degli strumenti, da un altro invece raggiunge dei livelli molto più evoluti sulla meccanica, sulla sensoristica e sul software.

Questa transizione verso nuovi tipi di macchinari, con una filosofia diversa rispetto a quelli di dieci o quindici anni fa, comporta, per chi opera nell’Assistenza Tecnica, il dover essere maggiormente aggiornati e formati su vari aspetti e con complessità differenti.

Organizzazioni di assistenza tecnica con alle spalle tanta esperienza devono far fronte a questa transizione dovendo entrare in un’ottica diversa di approccio alle problematiche che, a volte, va anche in controtendenza con la logica che era necessaria per decifrare, intercettare e risolvere i guasti della strumentazione delle precedenti generazioni.

Per raggiungere, mantenere e sviluppare ulteriormente nuove competenze c’è bisogno di una struttura di assistenza tecnica ben solida ed organizzata e con dei ruoli distinti che vanno da chi deve essere il raccoglitore delle nuove direttive tecniche dei costruttori e delle casistiche di guasti che si riscontrano su vasti territori, a chi deve essere il risolutore dei problemi in area e che deve applicare quello che gli viene trasferito mescolandolo al suo intuito, alla sua conoscenza ed al suo valore tecnico.

Questo comporta, per le aziende che vogliono gestire l’assistenza tecnica internamente, la difficoltà di doversi dotare di tanto personale tecnico, con tutti i costi, i rischi e le complessità che ne comportano. Ne abbiamo parlato più approfonditamente nell’articolo L’attuale enorme problema delle aziende fornitrici di strumentazione sanitaria.

Spesso invece, la direzione aziendale decide di non allargare l’organico del personale tecnico e, considerata la attuale situazione di totale incertezza per le forniture sanitarie, questa è una scelta molto diffusa, ma anche condivisibile; la direzione dell’Assistenza Tecnica così destinerà tutto il proprio personale tecnico ad agire in area, che così dovrà correre per affrontare i problemi impiegando tempi lunghi per mancanza di esperienza risolutiva sulla nuova strumentazione.

Questo è lo scenario che stiamo verificando spesso, molto più di quello che si possa immaginare, e per questo siamo convinti che il personale tecnico delle aziende fornitrici così impiegato è assolutamente inottimizzato.

L’assistenza tecnica è un’attività strategica, merita attenzione!

L’unico modo per gestire il servizio in modo intelligente e in un’ottica di miglioramento è quello di impiegare il personale tecnico interno affinché faccia da supervisore dalla sede a chi invece fa parte della squadra che opera sul campo.

Il lavoro in area quindi, per i motivi detti finora, dovrebbe essere affidato in outsourcing in maniera da poter esonerare il personale di sede dalla gestione e dall’organizzazione del servizio e poterlo così dedicare allo studio della nuova strumentazione, delle casistiche, delle soluzioni tecnologiche innovative, con l’obiettivo di accorciare le tempistiche di risoluzione dei guasti e aumentare l’efficienza generale.

Operando nel settore della diagnostica biomedicale di laboratorio con know-how accumulato di 40 anni, siamo convinti di questo. Abbiamo un punto di vista critico nel valutare le dinamiche del nostro settore, ma sempre con spirito costruttivo e nell’ottica di trovare le soluzioni più adeguate ad ogni situazione.

 

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